martedì 12 giugno 2012

C r o ssroad

Se la musica fosse, sarebbe. Un paio di piedi scalzi, un disco in vinile, due occhi scuri, un cielo blu, una camicia abbottonata male, una biglia rossa, una corda saltata. Una carezza, una matita con la punta, una vecchia fotografia, una montatura ingombrante, una scatola di colori, un chiodo arrugginito, un gelato stracciatella. Una nuvola piena di pioggia, un sasso sul fondo, uno sguardo curioso, una coperta a quadri, una mano tesa, un caffè, una finestra aperta. Una voce graffiante, un tramonto da paura, un puzzle senza un pezzo, un camino acceso, un cane addormentato, un prato grande, un libro. Una lettera, una sorpresa, una candela, un cioccolatino al peperoncino, una radio con l'antenna, un cuore grande, il sole alla mattina presto. Due calze diverse, un bracciale, un tappo di sughero, un fiocco di neve, un sentiero nel bosco, un temporale, un treno. Una stella alpina o una margherita, un fumetto, una coccinella, una bicicletta col cestino, una tinca, un bambino. Una cornice, un cappotto, un orologio a pendolo, una domanda, una manciata. Una foglia, un basco, un fratello. Un tetto, una capricciosa. Se la musica avesse un'espressione, sarebbe un sorriso. 
Se la musica è un, allora chà.


«Accadono cose che sono come domande.
Passa un minuto, oppure anni,
e poi la vita risponde.»
(Alessandro Baricco, 1958*)




Wish you a crunchy birthday, Bro'.



(le ultime due fotografie sono di proprietà di Francesco Piu.)

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